Il fotografo di matrimonio… è un fotografo di serie B

il fotografo di matrimonio

Non so quanti leggeranno fino alla fine questo articolo fiume. Mi scuso per la lunghezza, ma credo che chi avrà la pazienza di leggerlo troverà interessanti spunti di riflessione.

È dedicato alle future coppie di sposi e agli stessi fotografi, soprattutto a quelli che si affacciano a questa meravigliosa professione.

Iniziamo col dire che il titolo è provocatorio…o forse no.

Dipende da quale figura rappresenti il fotografo di matrimonio “di riferimento”, al giorno d’oggi, nell’immaginario collettivo.

In provincia di Vicenza (dove ha sede la mia attività), come credo in tutte le province italiane, fino a qualche tempo fa si confondeva la figura del fotografo con quella del fotonegoziante, che un tempo arrotondava le proprie entrate realizzando “anche” servizi fotografici. D’altronde tutti sanno che per la realizzazione di un sito web ci si rivolge ad un negozio di informatica e che per un abito sartoriale su misura ci si rivolge alla merceria. In effetti un tempo l’”appassionato” di fotografia univa l’utile al dilettevole gestendo un negozio di articoli fotografici. Questa attività gli conferiva di diritto l’appellativo di “fotografo”, ma (con le dovute eccezioni) non era certo sufficiente a garantire risultati soddisfacenti nell’esercizio di funzioni che esulassero dal consigliare la pellicola più adatta alle esigenze dell’avventore di turno. Quintali di fotografie di matrimonio non propriamente pregevoli hanno contribuito ad attribuire una scarsa considerazione alla figura del fotografo di cerimonia.

Paradossalmente nell’epoca del digitale i “fotografi” si sono moltiplicati, nonostante la figura del fotografo professionista richieda un’insieme di competenze molto più articolato e sofisticato che in passato. Oggi per definirsi fotografi è sufficiente una pagina Facebook e/o un sito internet (volendo bullarsi) e/o una partita IVA (volendo proprio esagerare!). Non serve uno studio, nè tantomeno un negozio.

L’opinabile qualità dei servizi offerti da questo esercito di fotografi, che spesso e volentieri si propongono come fotografi di matrimonio,  non contribuisce certo ad innalzare la stima dell’utente più sprovveduto nei confronti di questa figura professionale.

Forse non tutti sanno che mi occupo (anche) di fotografia pubblicitaria, aziendale, industriale (www.lostudiofotografico.it) e che nei primi anni di attività non ho fatto altro, nè avrei immaginato che un giorno mi sarei dedicato con tanta intensità e dedizione anche alla fotografia di matrimonio. La mia formazione professionale, post liceo, è stata quella di fotografo pubblicitario, essendomi specializzato in questo settore all’IED di Milano (erano i tempi del banco ottico, degli ingombranti chassis e relative lastre fotografiche, della regola di Scheimpflug applicata ai basculaggi delle standarte, dei calcoli della componente del tiraggio del soffietto sulle misurazioni esposimetriche, dei test su lastre Polaroid…ma vi sto annoiando).

La premessa mi serve per chiarire che conosco bene il mestiere di “fotografo”, anche in ambiti decisamente diversi da quello di “fotografo di matrimonio” e che non lo conosco soltanto a livello teorico, dal momento che la pratica quotidiana in (ahimè) tanti anni di attività mi ha portato e mi porta a confrontarmi con molteplici settori e aspetti della professione, ciascuno dei quali presenta difficoltà che richiedono competenze, esperienze e qualità specifiche per poter essere superate. Non essendo pertanto “di parte” credo mi si possa accordare una certa attendibilità e buona fede se mi sento di asserire che (a dispetto dei luoghi comuni) quello della fotografia di matrimonio è, tra i disparati settori della fotografia professionale, uno dei più complicati e difficili da affrontare.

Non è un caso infatti (ed è comprensibile) che la qualità dei servizi offerti da molti “fotografi di matrimonio” lasci spesso a desiderare.

Per contro il fotografo professionista che si dedichi alla fotografia di matrimonio con il necessario bagaglio culturale, di competenze ed esperienza, può ricavare da questa specializzazione grandi soddisfazioni professionali e personali.

Offro alcuni spunti di riflessione.

Il bravo fotografo di matrimonio è  contemporaneamente un fotografo di reportage, un ritrattista, un fotografo di moda, un paesaggista, un fotografo di still-life, un tecnico, un creativo, un esperto in post produzione…uno psicologo. Ogni fotografo matrimonialista ha certamente doti più spiccate in un senso o nell’altro, ma quelli “bravi bravi” (o, quantomeno, da me reputati tali) eccellono in molti di questi aspetti e l’approccio personale (dettato dalla propria sensibilità, capacità tecniche e gusto) nei confronti di ciascuno di questi fattori ne determina lo stile particolare.

Pochi settori professionali in fotografia presentano le criticità, l’imponderabilità, la non prevedibilità delle situazioni ambientali, atmosferiche, umane che in quell’unica giornata, irripetibile, si verranno a creare. Sì, ok, d’accordo… le difficoltà del fotografo di guerra al riguardo sono incomparabili (e a differenza del matrimonialista, se qualcosa va storto, rischia la pelle……ma anche il matrimonialista…con le temibili “bridezilla”!). Però il fotogiornalista (non necessariamente di guerra) non ha alcun obbligo di carattere “estetico” e relazionale nei confronti dei propri “clienti”. Se sta documentando il degrado di una periferia urbana nessuno storcerà il naso per l’espressione truce di un pusher (illuminato peraltro da una luce radente che ne evidenzia tutti gli “inestetismi cutanei”), ritratto in un’ambientazione orripilante, con un’inquadratura discutibile (perchè il rispetto delle sezioni auree avrebbe richiesto tempi esecutivi non concessi dalla velocità dell’azione…esattamente come accade in certe situazioni nei matrimoni).

Ad un fotografo di matrimonio si richiede di conferire bellezza ed idealizzare luoghi, ambienti, situazioni, dettagli, abiti, persone, volti, espressioni che non sempre sono i luoghi immortalati nei cataloghi delle agenzie di viaggio, gli ambienti proposti nelle riviste patinate di architettura, le situazioni glamour e chic rappresentate nelle riviste cool;  nè sposi ed invitati sono modelli o attori abituati a posare e muoversi di fronte ad un obiettivo. So per certo che ad alcuni fotografi capita addirittura di dover ritrarre sposi non propriamente belli (i miei sono tutti bellissimi!) o disinvolti (i miei sono tutti scioltissimi!) o particolarmente simpatici e disponibili (i miei sono tutti amabilissimi…e dico sul serio!).

fotografo di matrimonio Vicenza Padova Verona Venezia

Le tempistiche dei matrimoni sono tali che il fotografo non può permettersi di impiegare 2 (dico DUE) minuto per studiare la posa dei soggetti ritratti (testa un po’ più alta, mano un po’ più in basso, piede un po’ più a destra, uno un po’ più vicino all’altro, panneggio dell’abito un po’ più morbido),  o per disporre gli sposi nella cornice perfetta attendendo che il sole faccia capolino dalla nuvoletta, perchè in quell’ora di tempo (quando va di culo – scusate il francesismo) dedicata alle foto di coppia realizzerebbe (se si è velocissimi negli spostamenti da una zona all’altra della location) a malapena una quindicina di scatti raffiguranti un paio di manichini visibilmente impacciati e contrariati, quando invece si presume di scattarne quantomeno dieci volte tanto (evitando di infastidire gli sposi), conferendo plasticità, spontaneità, dinamismo, espressività, naturalezza (o quantomeno evitando di evidenziare il naturale impaccio degli sposi), alle scene inquadrate.

fotografo di matrimonio Vicenza Padova Verona Venezia

Le fotografie non vengono realizzate in uno studio fotografico o in un set appositamente predisposto, con luci controllate o nell’ora del giorno e nelle condizioni atmosferiche e climatiche più adatte. Al fotografo di matrimonio è richiesto di ottenere  immagini significative, accattivanti, evocative, emozionanti….o perlomeno piacevoli…dignitose….qualsiasi sia la condizione ambientale in cui si trovi ad operare… ed in tempo reale! Locali poco e/o male illuminati (Chiese comprese), improbabili condizioni di luce in esterno, inconsapevoli passanti che invadono l’inquadratura nei momenti topici, foto in notturna, pioggia a catinelle (anche sulle lenti degli obiettivi), sole a picco (che evidenziano anche i minimi inestetismi del viso), temperature estreme che riducono splendidi sposi a miseri esseri sudaticci o tremebondi (quindi non esattamente entusiasti di fronte all’obiettivo) e che minano le già scarse attività neuronali notoriamente attribuibili al fotografo matrimonialista, non sono che le più comuni avversità all’ordine del giorno per chi fa questo mestiere.

fotografo matrimonio Veneto

Il fotografo di matrimonio non è il fotografo di moda che opera in ambiente controllato, circondato da altri professionisti,  in cui può concentrarsi esclusivamente sulle riprese, debitamente programmate. Il fotografo di matrimonio, concentrato ed assorto nell’osservazione di sposi, invitati, situazioni in rapido divenire, per poter cogliere l’attimo fuggente, l’emozione su un volto, il moto languido di una mano….ha sempre una zia Pina che fulmineamente si materializza dal nulla e che approfittando dell’occasione (essendo agghindata come Queen Elisabeth) gli chiede con piglio autoritario una “bella” fotografia “Sa…per la lapide…non si sa mai”.

Il fotografo di matrimonio, che risaputamente è colui che ha il negozio di fotografia (altrimenti non si spiegherebbe il termine “fotografo”) e che quindi non può non essere aggiornato su tutte le attrezzature amatoriali  in commercio, ha sempre uno zio Pino che di sottecchi lo osserva con manifesto interesse fin dalla cerimonia e che nei 15 UNICI minuti di tranquillità destinati teoricamente al rifocillamento, si avvicina furtivamente per chiedergli consigli sul miglior cavalletto (economico) da acquistare per le macrofotografie degli amati fiori del suo splendido giardino.

Al fotografo di matrimonio servono a poco 10 scatti perfetti, mozzafiato, realizzati sfruttando prontamente ed abilmente quella fortunata coincidenza di fattori verificatisi in quella certa situazione incantevole, con quella certa luce favorevole, in quei 10 minuti di ispirazione divina, trance agonistica, e culo pazzesco! Il fotografo di matrimonio ha il compito documentare un’intera giornata, di raccontarne la storia; quella giornata e quella storia sono irripetibili e dovranno poter essere rivissute, con trasporto, ogni qual volta gli sposi sfoglieranno il loro album di nozze. Quell’album di nozze dovrà possibilmente rappresentare in maniera naturale e spontanea, ma poetica, evocativa, simpatica, commovente, esilarante tutti i momenti, i luoghi, le situazioni, i dettagli più significativi dell’evento, a costo di inserirvi anche le immagini degli zii Pini.

fotografo matrimoni Verona

Il fotografo si sveglia la mattina del giorno del matrimonio e, per quanto abbia programmato con i suoi sposi la logistica, le tempistiche, le modalità del reportage che andrà a realizzare, sa che la giornata prenderà quasi certamente una piega diversa e bisognerà improvvisare. Gli orari previsti subiranno inevitabili ritardi per i più disparati motivi e, se si era prevista una sessione di riprese a quell’ora in quella location, probabilmente si ritroverà con la metà del tempo a disposizione e a rinunciare a quella location, in favore di un’altra decisamente meno scenografica, ma più rapida da raggiungere (perchè gli orari del catering non possono essere posticipati).

La foto di gruppo dei 250 invitati (prevista fuori dalla Chiesa al termine della cerimonia), per un improvviso mancamento della zia Pina si dovrà rimandare a più tardi, in villa; ma più tardi, in villa, sarà un problema recuperare tutti gli invitati sparsi nel raggio di un chilometro quadrato e quando quasi tutti (non si trova la zia Pina) si saranno radunati, sarà già quasi buio; ma quella penombra triste e bluastra sarebbe ancora sufficiente per realizzare una foto con tempi di esposizione che evitino il mosso…e la zia Pina appare all’orizzonte!…proprio quando iniziano a cadere i primi goccioloni di pioggia, che scatenano il panico e fanno rifugiare i 250 ospiti al coperto, dove ci si dovrà inventare un’ impossibile soluzione per realizzare la benedetta foto in mancanza di spazio e luce sufficienti.

La torta, quella favolosa wedding cake di 8 piani che scatena l’ammirazione entusiasta degli astanti, per questioni scenografiche sulle quali il responsabile del catering non transige, verrà disposta sul cucuzzolo della collinetta ad un centinaio di metri dalla villa ove l’unica illuminazione predisposta consiste in 2 candeline coraggiose che sfidano la brezza notturna nelle tenebre più assolute “tanto lei può usare il flash”.

fotografo matrimonio Padova

Gli sposi ed i loro invitati non sono modelli pagati, a disposizione del fotografo. Gli sposi sono i clienti che pagano il tuo servizio. E sono prima di tutto persone. E sono persone che stanno vivendo uno dei giorni più importanti della loro vita. E hanno tutto il diritto di goderselo, assieme ai loro amici e parenti. Ed il loro fotografo non può pensare che le fotografie debbano essere necessariamente il loro primo pensiero. Pertanto il fotografo di matrimonio deve possedere la dote della pazienza e della tranquillità e capire se e quando è il momento di intervenire per ricordare una seconda volta agli sposi, intrattenuti in piacevoli riti di convivialità, che LORO avrebbero tanto desiderato alcune foto ambientate nella sala del banchetto perfettamente allestita e ancora vuota, ma che, dal momento che gli zii Pini vi si sono già accomodati, probabilmente a breve altri ospiti ne seguiranno l’esempio e, se ancora tengono a quegli scatti, sarebbe il caso di abbandonare per un attimo gli amici e di seguirlo in sala (anche nel caso in cui il fotografo non ritenesse affatto indispensabili quelle fotografie).

fotografo matrimonio Venezia

Gli sposi sono persone…no…più complicato: sono una coppia di persone. Tutte le persone sono diverse…e le possibili combinazioni che vanno a costituire una coppia sono molteplici. C’è la persona timida, riservata, c’è quella esuberante, esplosiva. C’è la persona autoritaria, rigida, c’è quella docile, conciliante. C’è chi è sensibile, romantico, c’è chi è impassibile, freddo. C’è l’apprensivo ansioso e l’imperturbabile serafico. C’è chi si sente perfettamente a proprio agio di fronte all’obiettivo, c’è chi, piuttosto di farsi fotografare, si mutilerebbe il mignolo della mano. Il fotografo di matrimonio a volte deve essere psicologo e mediare tra le due personalità, per far sentire a proprio agio entrambi durante l’intera giornata, senza mai essere invadente, pur essendo sempre presente. Essere invisibile per chi non si sente a suo agio con un obiettivo puntato addosso ed essere propositivo e coinvolgente per chi gode nell’essere fotografato. Le fotografie dovrebbero soddisfare le aspettative degli sposi (di entrambi), rispettandone le personalità (di entrambi), senza forzature o cedimenti. Tutti gli sposi nutrono grandi aspettative dalle fotografie del proprio matrimonio, anche quelli meno propensi a collaborare con il fotografo, anche quelli più allergici agli obiettivi, anche quelli a cui leggi in faccia fin dal primo giorno in cui sono venuti a conoscerti in studio che “è lei che ci tiene, fosse per me mi farei fotografare dagli amici tra un brindisi e l’altro”.

Il povero fotografo di matrimonio deve saper trarre il meglio da situazioni, persone, locations che non sono in alcun modo sotto il suo diretto controllo. È un fotografo di reportage, ma il suo reportage non deve ritrarre la nuda e cruda realtà, ma possibilmente idealizzarla.

fotografo matrimonio Vicenza

È un fotografo di moda/ritrattista, ma i modelli non sono a sua disposizione: è lui ad essere a disposizione dei suoi modelli che, oltretutto, modelli non sono.

fotografo matrimonio Veneto

È un fotografo di ambienti e paesaggi, che spesso scopre per la prima volta e che possono rivelarsi del tutto anonimi e insignificanti se non addirittura orribili (quantomeno a quell’ora, con quella luce e per di più con quell’antipatica pioggia battente).

fotografo per matrimonio Vicenza Padova Verona Venezia

È un fotografo di still life che però deve cogliere al volo i suoi soggetti (addobbi floreali, mise en place della sala banchetto, dettagli decorativi degli allestimenti, dettagli degli abiti, ecc) e non sta lavorando nel proprio studio con tempi, luci, modi controllati.

fotografo matrimoni Vicenza Padova Verona Venezia

Deve avere le conoscenze tecniche per sapere come risolvere al meglio qualsiasi difficoltà operativa gli si presenti (e sono tante ed impreviste). Deve avere quel guizzo di creatività che gli consenta di ottenere immagini accattivanti anche nei contesti più banali. Deve essere un mago della post produzione, non solo per ovviare ad eventuali criticità presentatesi in fase di ripresa, ma anche per conferire all’intero servizio quel certo mood omogeneo e distintivo. Deve fare tutto questo rapportandosi ad altre persone, sempre diverse, comprendendone e rispettandone la personalità, la sensibilità, le esigenze e le aspettative.

Ecco perchè sorrido quando ancora qualcuno allude ad una presunta scarsa preparazione, capacità, professionalità, creatività del fotografo di matrimonio, soprattutto negli ambienti più vicini alla fotografia (pubblicitari, art directors, grafici, editori, designers, bloggers…fotografi stessi). Certamente è un lavoro che (come molti altri, tra cui i suddetti) qualcuno crede di poter improvvisare, ma il vero fotografo di matrimonio è un professionista a tutto tondo, dotato di competenze e bagagli di esperienza che altri settori (fotografici e non) raramente richiedono. Negli ultimi anni la fotografia di matrimonio in Italia ha goduto di un’evoluzione (culturale, tecnica, creativa, espressiva) esponenziale ed il livello qualitativo della fascia professionale alta è enormemente aumentato. I migliori fotografi di matrimonio italiani eccellono a livello internazionale, conquistando premi e riconoscimenti fino ad oggi riservati per lo più a fotografi provenienti da quei paesi dove la cultura fotografica è da sempre più radicata e coltivata (mi riferisco in particolar modo ai paesi di cultura anglo sassone). I fotografi matrimonialisti italiani hanno acquisito visibilità, apprezzamento, ammirazione e stima a livello mondiale.

D’altro canto, negli ultimi anni, il numero dei “fotografi di matrimonio” in Italia è aumentato a dismisura. Il fatto che non esista un albo professionale, una qualifica che attesti in qualche modo l’effettiva capacità e professionalità del soggetto, una legislazione ad hoc, fa sì che chiunque possa svegliarsi una mattina, acquistare una reflex e un obiettivo semiprofessionali e definirsi fotografo! Tutto sommato l’investimento iniziale per un minimo di attrezzatura basica non è proibitivo e le tecnologie attuali permettono di scattare fotografie pur avendo un’idea approssimativa e confusa delle funzioni di una fotocamera. È poi sufficiente iscriversi a un paio di workshop o proporsi come assistente a titolo gratuito a qualche fotografo (che immancabilmente lo “vende” ai propri clienti come valore aggiunto in qualità di “secondo fotografo”) per qualche matrimonio, per vantare esperienza e riempire sito e social di immagini. Se poi le proprie immagini non sono propriamente bellissime, se ne può rubacchiare qualcuna da siti altrui o portali vari (a me, come ad altri bravi colleghi, è capitato in più occasioni di ritrovare proprie foto in siti di “esimi professionisti” che le spacciavano come proprie opere).

Per evidenti motivi, questa è la categoria di fotografi più agguerrita ed abile nel vendersi e che, puntando su una politica di prezzi apparentemente convenientissimi (e completamente fuori mercato), purtroppo attira un gran numero di clienti. Uno degli effetti di questo mercato viziato da inesperienza e approssimazione, per non dire vera e propria incompetenza, sono, ad esempio, le email e telefonate, che ricevo con crescente frequenza, in cui i malcapitati e disperati clienti di questi “fotografi” lamentano la disastrosa riuscita del loro servizio fotografico di nozze (“…eppure ci aveva mostrato dei bei lavori!”) chiedendomi la disponibilità a mettere le mani sul lavoro altrui, in post produzione, per salvare il salvabile (approfitto per ribadire anche qui che non sono disponibile per questo tipo di servizio e che, per quanto importante sia la fase di post produzione, i miracoli non sono concessi se le riprese non sono all’altezza delle aspettative).

Per quanto mi riguarda sono un pessimo venditore di me stesso. Amo il mio lavoro, la sostanza del mio lavoro, e detesto il marketing e l’aspetto promozionale, per i quali sono negato. Preferisco investire il tempo disponibile per studiare, tenermi costantemente aggiornato, sperimentare, mettere a disposizione dei miei clienti non solo la mia esperienza e sensibilità, ma anche l’evoluzione stilistica che necessariamente deve contraddistinguere i professionisti di questo settore.

Credo sia questo il motivo per il quale, di tanto in tanto, mi viene conferito qualche premio a livello internazionale.

Questo non significa che i miei listini non siano alla portata di tutte le tasche. Significa semplicemente che non faccio parte di quella categoria di colleghi che applica l’insostenibile politica dei prezzi al ribasso, preferendo fare meno matrimoni, preservando innanzitutto la mia passione verso questo mestiere e garantendo la qualità dei miei lavori.

Esistono spose disposte a spendere cifre folli per l’abito da sposa perfetto, dedicando alla sua ricerca un tempo infinito. Sul servizio fotografico invece spesso ci si accontenta dell’offerta più economica, dimenticando che l’album di matrimonio sarà l’unica testimonianza tangibile, emozionante e duratura di tutto l’evento. Nelle sue pagine, sempre a portata di mano, si ritroveranno, tra le altre immagini, anche quelle foto che danno il giusto risalto proprio a quell’abito che, dopo essere stato indossato una sola volta, giace da tempo abbandonato sotto strati di cellophane in qualche armadio o baule.

fotografo matrimoni Verona

Le coppie che, per sensibilità e cultura, ritengono importante la documentazione del loro “giorno più bello” e realizzano che la fotografia sarà veramente il loro unico ricordo negli anni a venire (nonchè l’unico vero investimento a lungo termine), trovano insensata la ricerca spasmodica del risparmio su una voce così fondamentale. Questi sono i miei clienti, per i quali è un vero piacere ed un onore dedicare, a mia volta senza risparmio, tutto l’impegno e la passione di cui sono capace.

Chi invece si lascia attrarre dalle lusinghe di millantata qualità a prezzi da discount spesso realizza, purtroppo quando ormai è troppo tardi, che il presunto risparmio (comunque relativo, considerando il budget complessivo destinato alle nozze) si è rivelato letteralmente uno spreco di denaro, per un prodotto scadente o comunque ben lontano dalle aspettative.

Fotografo matrimoni da due decadi (centinaia di servizi) prevalentemente nel Veneto: (Vicenza, Verona, Padova…). Sono spesso a Venezia (che ho la fortuna di avere a 2 passi) per immortalare frammenti di storie d’amore per clienti provenienti da ogni parte del mondo. Capita di essere richiesto fuori regione e all’estero. Sono un fotografo “di matrimoni” che cerca di fare al meglio questo mestiere, che è soprattutto la mia passione. Sono grato nei confronti di chi mi affida fiducioso l’opportunità, la responsabilità e l’onore di essere testimone discreto dei momenti più importanti della loro vita di coppia… ed entusiasta della mia professione (sebbene spesso svilita e sottovalutata)!